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MIELOPATIA DEGENERATIVA

Un subdolo flagello, è così che si potrebbe definire la Mielopatia Degenerativa che può colpire il cane, ma che spesso viene ignorata da molti allevatori.
La MD può presentarsi anche in tarda età, pertanto si può avere un esemplare che fino ai 4 o 5 anni non manifesta alcun sintomo per poi invece cominciare a dare i primi segni di questa terribile malattia.



Di recente ho avuto la possibilità di far parte di un seminario organizzato dall’amica Alessandra Bonfiglioli, Presidentessa del Gruppo Amici del Cane Lupo Cecoslovacco, seminario molto interessante guidato da relatori esperti in materia.
La MD, come anticipato, può manifestarsi anche dopo i 5 anni. Il decorso è quasi sempre la morte del soggetto colpito.

“Per molto tempo, dopo che era stata smentita l’ipotesi di cause alimentari (si era pensato a carenze vitaminiche) si è ritenuto che la DM fosse una malattia immuno-mediata (e purtroppo, girando in rete, ho trovato qualche sito che considera ancora valida questa ipotesi).
La componente genetico/ereditaria della DM è stata scoperta grazie ad uno studio parallelo tra questa malattia e la SLA umana, che hanno molte caratteristiche in comune.
Si è studiato quindi il gene SOD1, responsabile appunto della SLA, e si è scoperto che nella regione CFA31 tutti i cani malati erano omozigoti ad una versione mutata del gene SOD1.
Lo studio venne compiuto sui welsh corgi, dopodiché venne ampliato ad altre razze con riscontro positivo: allora venne messo a punto il test genetico sulla sequenza del DNA (PCR) per rilevare la presenza del gene nella sua forma mutata.
Gli studi hanno rilevato che tutti i soggetti malati di mielopatia degenerativa hanno il gene mutato come omozigote (DM/DM).
Nessuno dei cani che lo presentano come eterozigote (DM/n) e nessuno dei cani che presentano il gene sano omozigote (n/n) hanno mai manifestato sintomi della malattia.
E’ quindi accertato che la presenza del gene omozigote DM/DM è presente in tutti i soggetti malati: ma possono esserci soggetti DM/DM non sintomatici, come affermato dal dott. Gualtiero Gandini al meeting sulla Mielopatia Degenerativa tenutosi il 19 Giugno 2011 e organizzato dal G.A.L.C. (Gruppo Amici cane Lupo Cecoslovacco), nel quale sono stati riportati gli ultimi report provenienti dall’Università del Missouri. Alcuni cani geneticamente predisposti (DM/DM) risultano infatti essere morti in età molto avanzata senza mai manifestare i sintomi della malattia.
Dalla stessa ricerca è emersa una ricorrente familiarità: ovvero, tra i soggetti predisposti l’incidenza è più alta in cani strettamente imparentati. Tutto questo porta oggi a definire l’allele mutato del SOD1 come un gene autosomico recessivo a penetrazione incompleta, e non più come un semplice gene recessivo (altrimenti l’omozigosi dovrebbe portare sempre alla sintomatologia).
Resta una percentuale di dubbio, visto che i sintomi possono manifestarsi anche in età molto avanzata: quindi potrebbe darsi (ma al momento appare improbabile, visto che la casistica è piuttosto corposa) che alcuni cani muoiano per motivi diversi prima che la DM faccia in tempo a manifestarsi.
E’ invece assai probabile che la malattia, nei soggetti DM/DM, diventi sintomatica solo in presenza di un fattore scatenante che però, al momento, è ancora sconosciuto.“
cit. Valeria Rossi.

In sostanza, la MD comincia col rallentare, diminuire ed interrompere poi tutti gli stimoli nervosi che vanno dal cervello agli arti e viceversa.
La materia bianca del midollo spinale si degenera progressivamente , soprattutto nel tratto posteriore. L’assone si spezza in parti sempre più piccole fino a scomparire e la mielina, la guaina di rivestimento si altera e si spezza.
I primi sintomi che posso guidarci verso una possibile diagnosi, sono sicuramente la progressiva debolezza del posteriore dell’animale, chiaro che non ci garantisce che si tratti di MD.



A tal proposito, si può fare un piccolo ma significativo test.
Basta piegare all’indietro il piede dell’animale e cercare di capire se il tempo più o meno lungo che ci mette a tornare nella posizione originale può dipendere dalla possibile frammentazione o interruzione degli stimoli nervosi sopracitati. Questa dorsoflessione può essere un ottimo punto di partenza per la diagnosi successiva.

La conclusione di questo breve scritto sulla Mielopatia Degenerativa, non vuol far altro che portare la Vostra attenzione su un problema REALE, che spesso finora è stato taciuto da molti allevatori per “ignoranza” o per il "dato per scontato"!
La nostra domanda quindi è: “Vale la pena vedere il Vostro amato tra 5 anni che trascina il suo posteriore con grande sofferenza fino a morire? O meglio aspettare cucciolate di Allevatori seri che effettuano tutti i test del caso?”

Angelo Russo e Laura Bunazza

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