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DISPLASIA

dell’anca e del gomito

Anche questo argomento, come i precedenti, ha il suo bel valore e vanta allevatori più o meno rigidi nella selezione ed allevatori che preferiscono il “non sapere” o il “dato per scontato”.

Le displasie da valutare sono sempre due: Displasia dell’anca e Displasia del gomito. Mai solo la prima!

Nella prima displasia, cioè dell’anca, il soggetto analizzato dovrebbe rientrare, per essere atto alla riproduzione, nel:

Grado A: nessun segno di displasia dell'anca (HD 0 / HD -).
La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita eccellente (A 1)

Secondo codifica FCI.


Gli altri gradi della displasia, secondo codifica e definizione della FCI sono:

Grado B: articolazione dell'anca quasi normale (HD 1 / HD +/-).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell'acetabolo.

Grado C: leggera displasia dell'anca (HD 2/ HD +).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo craniolaterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

Grado D: media displasia dell'anca (HD 3/ HD ++).
Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.

Grado E: grave displasia dell'anca (HD 4 / HD +++).
Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta, un angolo acetabolare secondo Norberg inferiore a 90°, un evidente appiattimento del margine acetabolare craniale e deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi.”


Molto esauriente questo articolo FSA: http://www.fsa-vet.it/75/la-diagnosi-precoce-di-displasia-dellanca-nel-cucciolo


Altrettanto importante ma spesso sottovalutata, è la displasia del gomito.

Un tipo di displasia che spesso porta ad una grave forma di artrite e zoppìa. Spesso in molte razze soggette a questo tipo di problema se ne ignora l’esistenza. Di frequente, inoltre, questo tipo di displasia è accentuata da fattori ambientali, vedi cani da pastore o in generale da lavoro.

Anche qui non ci vestiamo da veterinari, ma riportiamo un altro importante articolo stavolta di Ce.Le.Mas.Che.: http://www.celemasche.it/content/view/3/8/1/0/

Questa la codificazione FCI in merito alla displasia del gomito:

"Classificazione F.C.I. – IEWG della displasia del gomito

Grado 0: non si riscontrano alterazioni

Grado BL (borderline, di transizione): alterazioni articolari minime

Grado 1: presenza di osteofiti di ampiezza < 2 mm, e/o di sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare < 2 mm

Grado 2: presenza di osteofiti di ampiezza da 2 a 5 mm e/o di grave sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare > 2 mm; alterazioni del profilo del processo coronoideo mediale senza evidenza di frammentazione od una fusione incompleta del processo anconeo ulnare comportano comunque il grado 2

Grado 3: presenza di osteofiti di ampiezza > 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo mediale frammentato o di una lesione del profilo del condilo omerale mediale da osteocondrite dissecante (OCD) o da erosione (KL), o di una mancata unione del processo anconeo (UAP) comportano comunque il grado 3. Anche i cani sottoposti ad interventi chirurgici per displasia del gomito devono essere classificati come Grado 3 indipendentemente dal grado delle alterazioni articolari presenti, se l’intervento eseguito è dimostrabile radiograficamente."


Angelo Russo e Laura Bunazza

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